Mangiare a Madrid

Questo è il mio primo resoconto sul blog di un viaggio (in questo caso di lavoro, abbiamo organizzato qui una conferenza Fintechstage), in cui le tappe gastronomiche sono state un elemento essenziale della trasferta, e dove i compagni di lavoro si affidano al “foodteller”, mi chiamano così con il sorrisino della presa per i fondelli, per mangiare bene.

La prima sera, stanchi morti dopo una giornata di allestimento, troviamo quasi per caso, vicino alla Stazione Chamartin, la Cerveceria de Pepe, un posto tradizionale, dalla cucina super gustosa e gestito dal mitico Pepe (appunto), che è un simpatico ometto che ti parla in spagnolo e ti sorride anche se è evidente che non stai capendo un cavolo, anche perché il suo è un castigliano stretto e criptico.

Oltre all’antipasto di jamon, chorizo e cheso (formaggio), abbiamo provato anche il bacalao con Olio e aglio, e una paella molto saporita, forse troppo ma buona, accompagnati da cerveza alla spina, secondo migliore tradizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tappa successiva non poteva che essere al Mercado San Miguel, mitico mercato coperto, regno dello street food madrileno, vicino alla centralissima Plaza Major. Oltre alla struttura assolutamente moderna e stilosa, è incredibile quanto cibo sia proposto con le esposizioni più accattivanti: si va dalle olive condite, alle croquetas ad ogni variabile di ogni gusto esistente, dalla birreria con le classiche tapas, fino all’enoteca con selezione di vini rossi spagnoli.

     

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